53.000 REATI A BARI NEL 2016. PRIMI IN PUGLIA. ESTORSIONI - COL SISTEMA DELLA “RECIPROCA CONVENIENZA”, DROGA E USURA SONO I PRINCIPALI REATI.

23 ottobre 2017

Che l’Area Metropolitana di Bari fosse la provincia con più crimini in Puglia, è il triste primato che viene certificato da 'Il Sole 24 ore', che ha analizzato i dati forniti dal dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno.

Con una media di 4.204,3 ogni 100mila abitanti, abbiamo raggiunto un totale di 52.980 reati denunciati nel solo 2016. L'Area metropolitana detiene il primato anche per il numero di reati commessi in un'ora: 6 a Bari, 3 a Foggia, 2,8 a Lecce, 2 a Taranto, 1,6 a Brindisi e 1,5 nella Bat.

Andando ad analizzare meglio i dati, però, si nota una fattore positivo. In vero, rispetto all’anno precedente, il numero degli atti criminali è diminuito del 9% a Bari, così come a Foggia, nella Bat e a Brindisi e del 12% a Lecce, mentre Taranto diminuisce di meno col suo 7% rispetto al 2015.

E’ quanto emerge dalla Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia da luglio 2015 a giugno 2016, presentata nei mesi scorsi che, per quanto riguarda il nostro territorio evidenzia che il problema principale resta, comunque, quello dell’immigrazione clandestina che utilizza camper e autovetture per l’ingresso in Italia attraverso il porto di bari, con documenti contraffatti, e non più i TIR su cui viaggiavano in condizioni disumane. Si evidenzia, invece, un calo del contrabbando di tabacco attraverso la rotta barese, sebbene la Gazzetta del Mezzogiorno, in un articolo del….. da noi ripubblicato, ha denunciato la persistenza di tale fenomeno.

La criminalità pugliese - ha dichiarato il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti per commentare il recente agguato nelle campagne di San Marco in Lamis (Fg) in cui sono rimaste uccise persone innocenti - è stata considerata troppo a lungo unamafia di serie B”. Le faide tra clan, ha detto Roberti, vanno avanti da 30 anni, ci sono stati 300 omicidi e l’80% è rimasto impunito.

Il clan barese Di Cosola (sodalizio quasi interamente disarticolato) e il clan Strisciuglio e alleati dominanti al quartiere San Paolo, sono stati oggetto di un’incisiva azione di contrasto giudiziaria per reati quali l’associazione di tipo mafioso e commercio stupefacenti, mentre il clan Stramaglia di Valenzano ha interessato la magistratura e il Ministero dell’Interno anche per i legami con l’amministrazione cittadina col conseguente scioglimento del Consiglio Comunale. A carico dei clan Misceo (detto “fantasma”) e Telegrafo (detto “Angioletto”) sono stati accertati attività di usura, estorsione e traffico di droga.

Tra i Comuni dell’hinterland barese interessati da attività riferibili al traffico di stupefacenti si citano Toritto controllato dal “grossista” Cosimo Zonno che acquistava cocaina direttamente dalla Colombia, nascosta in ovuli ingeriti dai corrieri e dalle donne del clan che svolgevano suoli sostitutivi e organizzativi.

Il territorio murgiano si conferma centro nevralgico per il traffico di stupefacenti destinati non solo al mercato locale ma anche alla limitrofa Matera. Una centrale che provvedeva a raffinare, stoccare e distribuire droga è stata individuata a marzo 2016 ad Altamura, in casa di due albanesi.

Sono i reati contro il patrimonio quelli che maggiormente interessano le imprese del territorio barese. L’attività estorsiva è una delle attività maggiormente praticate dalla criminalità locale per finanziarsi e detenere il controllo del territorio. Destinatari dell’illecita attività sono commercianti e imprenditori, con un crescente interessamento al settore edile. Anche la maniera con cui l’illegalità viene svolta è cambiata, svolgendosi su un “finto” terreno di “reciproca convenienza” tra estorsore ed estorto che induce l’imprenditore a utilizzare il clan per ottenere servizi. Nell’operazione “Clean Up”, condotta dalla GdF, risultarono coinvolti il clan Parisi nella persona del fratello del noto boss “Savinuccio” e furono effettuati sequestri di beni per oltre 56 milioni di euro. Un imprenditore edile barese, dinanzi al Tribunale di Bari, ha dichiarato: “Il clan ci considerava una mucca da mungere, e anche quando dissi che lo avrei denunciato, Michele Parisi mi disse che durante gli anni di carcere i suoi mi sarebbero stati addosso”. Anche un imprenditore del settore caseario risultò che utilizzasse il sistema della “reciproca convenienza” per dominare il mercato. Il nuovo metodo veniva vissuto come un “sistema pulito” per condizionare scelte aziendali, imponendo alle imprese sane, ditte “di fiducia” dei sodalizi criminali, determinando prezzi su cui applicare le loro percentuali.

Anche l’occupazione abusiva di alloggi popolari è risultata oggetto del controllo mafioso e persino il posteggio di venditori ambulanti nell’area interessata al concerto di Vasco Rossi del giugno 2015 era stata oggetto di richieste di pagamento del pizzo di 800/1.000 euro, operazione fortunatamente sventata dalla Polizia grazie alla collaborazione dei commercianti vittime delle richieste estorsive.

Sempre a carico degli ambulanti, questa volta operanti in un mercato coperto di Bari, quello di Santa Scolastica e dei commercianti del quartiere Carrassi, era stata tentata ed operata dal clan “Diomede”. A seguito delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e grazie alla collaborazione di numerosi commercianti del quartiere, è stato scoperchiato il completo controllo territoriale operato dal clan “Diomede” su detto quartiere perpetrato sui commercianti con richieste mensili di denaro, con imposizione di acquisto di determinati prodotti e servizi, o cessione gratuita di prodotti.

La Relazione Annuale della Direzione Investigativa Antimafia, inoltre, tocca altri settori e ambiti delicati quali la criminalità transazionale, nella quale Bari è interessata  da un ceppo criminale di etnia somala particolarmente dedita a procacciare documenti falsi, un altro di origine nigeriana dedito alla tratta di esseri umani e alla prostituzione. Di particolare interesse per la DIA si sono rivelati piccoli clan di etnia albanese, dimostratisi capaci di organizzare e gestire traffici illeciti di stupefacenti tessendo relazioni con la criminalità locale. Non da meno si sono rivelati criminali di provenienza georgiana e rumena, dediti a reati contro il patrimonio, mentre la criminalità cinese è attiva prevalentemente nel riciclaggio, in reati di natura finanziaria, nella contraffazione produttiva e nella distribuzione dei prodotti a marchio anche ricorrendo a forme intensive di sfruttamento della manodopera. Poco rilevante l’attività criminale collegata al terrorismo internazionale, mentre carico di sospetti sembra presentarsi il traffico illecito di rifiuti che vedrebbe collegate la criminalità foggiana con quella campana.

Per avere un quadro più completo sull’anno 2016 bisognerà attendere la prossima Relazione annuale prevista per giugno 2017. La sua lettura ci servirà a verificare se le azioni investigative e repressive sul territorio - in particolare nell'ambito della criminalità organizzata, vera 'causa principe' dei reati in Puglia - da parte della Magistratura e delle Forze dell'Ordine stanno ottenendo risultati soddisfacenti.

SOS Impresa - Rete per la Legalità Terra di Bari, con la sua costituzione a Giugno 2016, ha deciso di porsi come antenna del territorio in relazione ai reati che interessano il sistema imprenditoriale, in particolare il racket e l’usura, oltre a divulgare gli esiti delle attività di presidio e controllo del territorio, investigative e repressive della criminalità.

SOS Impresa - Rete per la Legalità Terra di Bari svolge attività di sostegno e incoraggiamento alla denuncia dei reati subiti da commercianti, artigiani e imprenditori e  dai cittadini in genere.

 

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